Gli operatori sanitari sono da sempre soggetti all’obbligo di trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle prestazioni rese, affinché le spese sanitarie entrino nella dichiarazione precompilata dei pazienti. Per il periodo d’imposta 2025 e successivi, sono state introdotte modifiche significative. Di seguito le principali novità e cosa devono fare medici, fisioterapisti, logopedisti, infermieri e gli altri professionisti sanitari.
Cadenza dell’invio: da semestrale ad annuale
In passato l’invio al Sistema Tessera Sanitaria era previsto su base semestrale. Con i nuovi provvedimenti, a partire dai dati relativi al 2025 l’invio diventa una sola volta all’anno. Questo semplifica l’adempimento per molti professionisti, ma rende ancora più importante arrivare alla scadenza con dati corretti e completi.
Nuova scadenza: entro il 31 gennaio dell’anno successivo
Per i dati relativi al 2025, la scadenza per l’invio è fissata al 31 gennaio 2026, che slitta al 2 febbraio 2026 poiché il 31 gennaio cade di sabato. Salvo ulteriori modifiche, per gli anni successivi, la scadenza resterà il 31 gennaio dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento.
Accesso dell’Agenzia delle Entrate ai dati STS per controlli
Un’altra novità importante riguarda i controlli. L’ Agenzia delle Entrate può consultare i dati delle spese sanitarie trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria nei casi di controllo formale delle dichiarazioni dei redditi. Questo significa che, in caso di verifica, il Fisco potrà confrontare in modo diretto le spese indicate nella dichiarazione del contribuente con quelle trasmesse dai professionisti sanitari.
Restano escluse le spese per cui il paziente ha espresso opposizione all’invio, ma per tutto il resto la correttezza dei dati trasmessi dai professionisti diventa ancora più centrale.
Obblighi, sanzioni e invii progressivi
Anche se l’invio è annuale, non è vietato, anzi è consigliato, effettuare trasmissioni progressive durante l’anno (ad esempio mensili o trimestrali), in modo da non concentrare tutto il lavoro a ridosso della scadenza.
In caso di omissioni o errori nella trasmissione dei dati STS, sono previste sanzioni, ad esempio per documenti non comunicati o comunicati in modo errato, con un tetto massimo annuale.
Per ridurre il rischio di sanzioni è fondamentale:
- avere procedure interne chiare per la registrazione delle prestazioni;
- verificare i dati prima di inviarli;
- conservare adeguatamente la documentazione relativa alle opposizioni dei pazienti.
Come SanitGest può aiutare nella gestione del nuovo STS
SanitGest è progettato anche per semplificare anche questa fase di transizione. SanitGest permette infatti di:
- registrare le prestazioni con tutti i dati necessari all’invio STS;
- trasmettere le fatture a STS, direttamente dal gestionale;
- tenere traccia delle opposizioni dei pazienti;
- visualizzare quali prestazioni sono già pronte per l’invio e quali no.
Con le nuove regole STS, avere un sistema affidabile non è solo una comodità organizzativa, ma un elemento di tutela per il professionista sanitario.